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16 February 2010
SPAZI VERTICALI CON LE FOTOGRAFIE DI CRAIG RICHARDS AL MUSEO DELLA MONTAGNA DI TORINO
Rocce e alberi, in un bosco incantato, sono attori di un grande teatro della natura. È trascorso quasi mezzo secolo dai giorni in cui Vilém Heckel, notissimo fotografo ceco, realizzò indimenticabili scatti sulle torri di arenaria di Teplice nad Metují e Adršpach, nella Repubblica Ceca. Quelle foto furono oggetto di una mostra del Museomontagna nel 1987. Nel 2009 un altro fotografo, in questo caso venuto da lontano, ha reinterpretato quegli spazi verticali fatti di monoliti che dal bosco salgono verso il cielo. Craig Richards, partito dalle grandi Montagne Rocciose canadesi, si è avventurato nel labirinto di torri. Un progetto internazionale – che ha coinvolto Italia, Repubblica Ceca e Canada – ha permesso la realizzazione della mostra: 40 scatti eseguiti con diverse macchine fotografiche di medio e grande formato, oltre a quello panoramico. Dopo la presentazione a Teplice nad Metují, Praga, Torino e Banff, le grandi stampe fotografiche avranno definitiva collocazione tra le collezioni del Museo Nazionale della Montagna, a fianco di quelle realizzate da Vilém Heckel tanti anni prima. La mostra sara’ visitabile fino al 27 giugno 2010. Come sempre la mostra è corredata da un catalogo illustrato, edito nella collana dei Cahier Museomontagna (pagg. 48, Euro 8,00).
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05 February 2010
"ILLUSIONI"
“Illusioni”, e’ il titolo di una mostra fotografica di Lorenzo Cravanzola che si apre sabato6 febbraio 2010 alle ore 18 presso il Palazzo Doria di Cirie’ (TO). Circa 50 lavori saranno esposti fino al 21 febbraio nelle sale del municipio ciriacese. Cosi’ come la vita anche l’arte e’ illusione. Una fotografia, un’immagine, ferma un momento che e’ gia’ passato e che ognuno interpreta secondo le proprie convinzioni ed idee. La fotografia e’ illusione per Lorenzo Cravanzola: tagliare le foto, sovrapporle e’ un po’ come ucciderle. Ma e’ un “omicidio” momentaneo, necessario, per ricreare una nuova immagine. Un’immagine che non esiste se non nella nostra fantasia e, come tale, puo’ significare tutto o niente. Le opere di Lorenzo Cravanzola rifuggono quindi lo schematismo dell’immagine tradizionale, evadono sconfinando nella sperimentazione piu’ artistico-pittorica che fotografica, svelando in modo netto ed inequivocabile le complesse metamorfosi interiori che portano l’artista alle sue realizzazioni. Un caos che deve essere scomposto, amalgamato per ritornare ad un ordine che in primis e’ nell’idea dell’artista che lo ha creato ma che non impone vincoli visivi o interpretativi. Un’immagine diversa non immediatamente identificabile o interpretabile che lascia il visitatore libero di ricercarne un proprio significato. L’uso del bianco e nero e’ voluto, per rendere piu’ crudo il messaggio. Giocare con le sole tonalita’ del grigio serve a delimitare il contenuto, lo racchiude e lo ricrea.
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22 December 2009
"IL FORTISSIMO"
L’11 dicembre in occasione della Giornata Mondiale delle Montagne, il Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini a Torino ha aperto una mostra fino al 7 febbraio sul centenario della nascita di Giusto Gervasutti dal titolo “il Fortissimo”. Giusto Gervasutti (1909-1946), nato a Cervignano del Friuli e scomparso in un incidente sul Mont Blanc du Tacul, fu uno dei più importanti alpinisti italiani. La sua attività si svolse in gran parte sulle AlpiOccidentali dopo gli inizi nelle Dolomiti e nella Carnia. A Torino, dove si trasferì all’età di 22 anni, compì gli studi universitari e svolse tutta la seguente attività lavorativa. Fu un alpinista dotato e completo su tutti i tipi di terreno, dalla roccia al ghiaccio, al misto. Fu un vero precursore della tecnica moderna e riuscì a compiere salite considerate impossibili in quegli anni; grazie a queste imprese venne soprannominato “Il Fortissimo”. Un Pilier del Monte Bianco e’ a lui dedicato e la Scuola di Alpinismo della Sezione di Torino del Club Alpino Italiano porta il suo nome. La mostra ricca di materiale fotografico, illustra il percorso umano e alpinistico di questo fuoriclasse, morto a 37 anni durante una discesa a corda doppia mentre con Giuseppe Gagliardone stavano aprendo una nuova via sul Mont Blanc du Tacul. Per un tragico destino Giuseppe Gagliardone, originario di Saluzzo (CN) morira’ un anno piu’ tardi sull’Aiguille Noire de Peuterey sempre nel massiccio del Monte Bianco.
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24 November 2009
I TATRA IN MOSTRA A TORINO.
I Monti Tatra costituiscono il più alto gruppo montuoso dei Carpazi, una fra le maggiori catene montuose in Europa. I Tatra, con la città di Zakopane, giocarono un ruolo significativo nell’ambito della formazione storico-culturale della Polonia, soprattutto nel periodo in cui la nazione fu oggetto delle spartizioni tra diverse grandi potenze (1772-1918). La mostra, al Museo nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini a Torino dal 27 novembre al 5 aprile 2010, presenta le collezioni del Museo dei Tatra, inaugurato nel 1889 a Zakopane, che raccoglie da più di cent’anni varie testimonianze legate alla scoperta di queste montagne e al fascino destato nel tempo dai suoi abitanti. È un evento che nasce nell’ambito di una più ampia collaborazione tra il Museomontagna e varie istituzioni polacche, organizzato da Museo Nazionale della Montagna – Cai Torino –Muzeum Tatrazanskie im. Dra Tytsa Chalubinskiego W Zakopane, da Regione Piemonte, Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale Polacco e Regione Malopolska, con la collaborazione di Citta’ di Torino, Club Alpino Italiano, Città di Zakopane e Warta. L’esposizione, suddivisa secondo criteri tematici, rende un’idea di come pittori, fotografi, turisti, alpinisti e sciatori abbiano scoperto e visto i Tatra e i loro abitanti tra il secolo XIX e l’inizio del XX. Un’eccezione è stata fatta per la parte dedicata alla pittura, una piccola pinacoteca all’inizio del percorso, nella quale vengono proposte opere a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento fino ai nostri giorni. Le costruzioni locali, con i loro ornamenti, hanno ispirato l’artista Stanisław Witkiewicz nel creare lo Stile Zakopane, che ha molto influenzato l’architettura e l’arte applicata polacca. Sono esposti alcuni magnifici modelli originali delle sue case, insieme ad esempi degli arredi che progettava personalmente. Si entra poi nel mondo dei Tatra più tradizionali, con la ricostruzione dell’interno di una sorta di “baita” di montagna, arricchita dall’iconografia legata al soggetto. È qui che i pochi viaggiatori cercavano riparo, finché non furono costruiti i rifugi turistici. Prima di loro avevano fatto lo stesso anche briganti, bracconieri e cacciatori che sparavano ad orsi, camosci e marmotte. Zakopane, la cittadina ai piedi dei Tatra, era un piccolo borgo attraversato dai visitatori diretti verso la montagna. La situazione cambiò nella seconda metà del XIX secolo, quando cominciò ad essere visitata da un numero crescente di turisti, affascinati dalle case tipiche del luogo e dal loro arredamento. Una sezione è dedicata alle condizioni di vita dei montanari, i primi a vivere in quelle abitazioni. Gli anni Settanta dell’Ottocento hanno costituito un periodo di intenso sviluppo del turismo, incentivato dalla fondazione della Società dei Tatra, un’organizzazione analoga al Club Alpino Italiano, dedita alla costruzione dei rifugi e alla posa della segnaletica lungo i sentieri, oltre a pubblicizzare i Tatra in Polonia e all’estero. L’esposizione è come sempre accompagnata da un catalogo – riccamente illustrato, edito nella collana dei Cahier Museomontagna (pagg. 156, Euro 18,00).
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